La Banca centrale europea (Bce) si attende una graduale ripresa nel corso del 2012, ma vede a tinte fosche il mercato occupazionale della Zona euro. Nell’ultimo bollettino mensile diffuso questa mattina l’istituto guidato da Mario Draghi ha sottolineato come “le condizioni nei mercati del lavoro dell’area euro continuano a deteriorarsi. La crescita dell’occupazione è rimasta negativa mentre è proseguito l’aumento del tasso di disoccupazione. Le indagini congiunturali anticipano un ulteriore peggioramento nel breve termine“.

Spread in Spagna e Italia in salita. Pesano timori crescita

La Banca centrale europea si sofferma anche sull’andamento dello spread, in particolare in Italia e Spagna. “I differenziali per la Spagna e l’Italia sono aumentati, come anche per i Paesi Bassi, seppur in misura meno marcata – si legge nell’ultimo bollettino dell’Eurotower –  l’aumento riscontrato in Italia e in Spagna nella seconda parte del mese si è verificato sullo sfondo di una riconsiderazione delle prospettive per la crescita nell’area dell’euro“. Di contro, precisa la Bce, “per la maggior parte dei paesi dell’area dell’euro, i differenziali di rendimento delle obbligazioni sovrane a dieci anni rispetto ai titoli di Stato tedeschi hanno mostrato la tendenza a un ulteriore restringimento, ancorché piuttosto marginale, nel periodo in rassegna”.

Prospettive economiche soggette a rischi al ribasso su tensioni debito pubblico

“Le prospettive economiche sono prevalentemente soggette a rischi al ribasso, che riguardano in particolare il rinnovato intensificarsi delle tensioni nei mercati del debito dell’area dell’euro e la loro potenziale propagazione all’economia reale dell’area e sono altresì connessi a ulteriori rincari delle materie prime” sottolinea la Banca centrale Europea nel suo bollettino mensile.

Il Consiglio direttivo continua tuttavia ad attendersi una graduale ripresa dell’economia dell’area dell’euro nel corso dell’anno. “Le prospettive per l’attività dovrebbero essere sostenute dalla domanda estera, dai tassi di interesse a breve termine molto contenuti nell’area dell’euro – ricorda l’istituto di Francoforte – e da tutte le misure adottate per promuovere il buon funzionamento dell’economia dell’area”. Ma ribadisce che “vi è l’aspettativa che la dinamica di fondo della crescita continui a essere frenata dalle tensioni residue nei mercati del debito sovrano dell’area dell’euro e dal loro impatto sulle condizioni di credito, nonché dal processo di risanamento dei bilanci nei settori finanziario e non finanziario e dall’elevata disoccupazione in parti dell’area”.