I dati delle ultime indagini congiunturali per l’area dell’euro mettono in luce un contesto caratterizzato da incertezza. In prospettiva, ci si attende che l’attività economica recuperi gradualmente in corso d’anno. Al tempo stesso le prospettive economiche seguitano a essere soggette a rischi al ribasso. E’ quanto si apprende dall’ultimo Bollettino della Banca centrale europea pubblicato oggi.

Inflazione sotto controllo e stabilizzazione dell’attività economica su livelli modesti

Le aspettative di inflazione per l’economia dell’area dell’euro continuano a essere saldamente ancorate in linea con l’obiettivo del Consiglio direttivo di mantenere i tassi di inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2 per cento nel medio periodo. Negli ultimi mesi l’Eurosistema ha attuato misure di politica monetaria convenzionali e non convenzionali, la cui combinazione ha giovato siaal contesto finanziario che alla trasmissione della politica monetaria. I futuri andamenti saranno tenuti sotto attenta osservazione, ricordando che tutte le misure di politica monetaria non convenzionali hanno natura temporanea.

Per quanto riguarda l’analisi economica, gli indicatori disponibili per il primo trimestre restano coerenti con lo stabilizzarsi dell’attività su un livello modesto. I segnali provenienti dalle ultime indagini congiunturali per l’area dell’euro mettono in luce un contesto caratterizzato da incertezza. Al tempo stesso, vi sono indicazioni del procedere della ripresa su scala mondiale. Su un orizzonte temporale più lungo, il Consiglio direttivo continua ad attendersi che in corso d’anno l’economia dell’area dell’euro registri un graduale recupero, favorito dalla domanda estera, dai tassi di interesse a breve termine molto contenuti nell’area e da tutte le misure adottate per promuovere il buon funzionamento dell’economia dell’area. Vi è nondimeno l’aspettativa che la dinamica di fondo della crescita continui a essere frenata dalle tensioni residue in alcuni mercati del debito sovrano dell’area dell’euro e dal loro impatto sulle condizioni di credito, nonché dal processo di aggiustamento dei bilanci nei settori finanziario e non finanziario e dall’elevata disoccupazione.

Tali prospettive economiche restano soggette a rischi al ribasso, che riguardano in particolare l’intensificarsi delle tensioni nei mercati del debito dell’area dell’euro e la loro potenziale propagazione all’economia reale dell’area, nonché ulteriori rincari delle materie prime.