Bankitalia insieme al governo Renzi, ha preparato un progetto di bad bank che ora dovrà passare il vaglio dell’Unione Europea – fino ad ora i due organismi hanno informato del progetto la Bce. L’obiettivo è quello di gestire l’enorme mole di crediti in sofferenza che si trovano nei bilanci degli istituti italiani – valutati in 181 miliardi di euro – e che stanno rappresentando uno dei freni all’economia perché contribuiscono alla stretta creditizia – ovvero il credit crunch – che sta soffocando in primis le imprese.

Il veicolo dell’intera manovra pensata da Bankitalia dovrebbe essere la Sga, la società di gestione dell’attivo, strumento utilizzato da Intesa Sanpaolo per salvare nel 1997 il Banco di Napoli. Il Tesoro dovrebbe acquisire tale società per 600.000 euro. Il passaggio successivo sarebbe rappresentato da una serie di aumenti di capitale che dovrebbero essere sottoscritti da Stato, Cassa Depositi e Prestiti, Bankitalia ed eventuali investitori privati, dovrebbe arrivare ad avere un capitale sociale di tre miliardi di euro.

La società dovrebbe acquistare crediti in sofferenza verso le imprese di importo superiore al valore nominale di 500.000 euro, anche attraverso l’emissione di titoli obbligazionari con una  garanzia statale, che dovrebbero poi essere collocati sul mercato. Ci sono due ipotesi sull’assetto proprietario, il primo prevede una partecipazione pubblica inferiore al 50%: in questo caso il 19% dovrebbe andare alle banche ed il 32% ad investitori privati. L’alternativa è quella di una società a controllo pubblico. In questo caso parteciperebbero alla società solo le banche con il 19%. La prima scelta è preferibile perché le sue passività non ricadrebbero nel veicolo del debito pubblico.

Il governo Renzi non ha commentato queste indiscrezioni. L’unica posizione pubblica è quella del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Nei giorni scorsi aveva detto che la bad bank era una delle opzioni sul tavolo per risolvere il nodo delle sofferenze. Resta da capire quanta parte delle sofferenze bancarie finirà per essere pagata dallo Stato, e quali condizioni verranno poste ai vertici delle banche che ricorreranno all’aiuto della Bad Bank. Si dice che una condizione per accedere a questo veicolo sarebbe il ricambio dei vertici bancari.

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