Il punto di vista di Bankitalia è chiarissimo: “L’Italia centrerà i target” – ovvero la ripresa – “per il 2015-2017 solo con la stabilità“. Il bollettino economico del nostro istituto centrale spiega poi che c’è già qualche segnale positivo e che si attende l’attesa “inversione di tendenza” – della serie Aspettando Godot – sul Pil italiano per la fine dell’anno.

Il riferimento ad Aspettando Godot è dovuto alle tante previsioni sbagliate sul ritorno alla crescita – tra le tante vi cito quella di Mario Draghi. Questa volta forse è la volta buona, perché gli indicatori congiunturali segnano una stabilizzazione del quadro, cresce la raccolta delle banche – e gli istituti di credito avrebbero pure migliorato la loro posizione patrimoniale “nel primo semestre” – anche se Bankitalia non dimentica di rilevare le difficoltà di accesso al credito e il fatto che questi problemi rappresentano uno dei fattori che frenano la ripresa.

Le attese positive per l’Italia sono dettate anche dal “miglioramento del ciclo economico europeo“, da un clima di fiducia nelle imprese che è ritornato ai llivelli precrisi estate 2011, e dalla ripresa degli acquisti di titoli di stato italiani da parte di investitori esteri. Da gennaio a luglio del 2013 gli acquisti provenienti fuori dall’Italia hanno superato le vendite per 26,7 miliardi di euro – nello stesso periodo del 2012 c’era stato un deflusso di capitali per 51,4 miliardi (alla faccia della coppia Grillo-Casaleggio).

Bankitalia riesce ad essere ottimista pure sulla questione disoccupazione: la caduta nel numero degli occupati è stata “intensa nel primo trimestre di quest’anno”, ma “si è attenuata nel secondo”. Un po’ troppo… L’aumento dell’Iva di ottobre, infine,  dovrebbe tradursi in un aumento dell’inflazione valutabile in mezzo punto percentuale.

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