Gli analisti di Bankitalia sono chiamati ai lavori forzati in questo periodo. Un impegno importante in termini di studio della condizione del paese, utile per trovare le strade da percorrere.Studiare quel che accade oggi per capire come intervenire domani, un motto che anima gli studiosi di sociologia e di economia ma che spesso è carente in altri settori della società.

Se si volesse dar credito al quadro tracciato da Bankitalia l’intervento prioritario dell’Italia deve essere sui giovani che in molti casi faticano a trovare un lavoro, non lo cercano più, non hanno un’occupazione e non sono nemmeno impegnati in un percorso d’istruzione.

Il termine che descrive 2,2 milioni di giovani italiani sotto la lente d’ingrandimento di Bankitalia, è stato mutuato dall’inglese: Neet che sta per Not in education, employment, training. In parole povere i giovani che non studiano e non lavorano.

Nel nostro paese, se si prende in considerazione la fascia d’età tra i 15 e i 29 anni, se ne contano 2,2 milioni, che corrispondono al 23,4 dei ragazzi di quest’età. Il numero dei Neet è salito rispetto al triennio 2005-2008 ma la grossa novità è che è aumentato soprattutto al nord e al centro.

Il sud, per questa volta, non rappresenta la maglia nera.