Bankitalia ha confermato che da dieci anni a questa parte si è prodotto un divario davvero ampio tra i redditi dei lavoratori autonomi e i salari percepiti dai dipendenti. Ecco la fotografia scattata al mercato del lavoro nostrano.

Tra il 2000 e il 2010 il reddito medio delle famiglie italiane non è in discesa, anzi è cresciuto, anche se gli incrementi salariali sono davvero irrisori e, soprattutto, sono stati polverizzati dall’inflazione. Una famiglia che nel 2000 guadagnava circa 18.358 euro all’anno, nel 2010 si è messa in tasca circa 19.495 euro.

In pratica un aumento impercettibile del 6,2% ma a fare la differenza nei diversi nuclei famigliari c’è il lavoro del capofamiglia. Nel caso in cui il principale percettore di reddito sia un lavoratore autonomo, l’incremento della ricchezza famigliare è stato del 15,7% mentre per le famiglie degli operai, degli apprendisti e dei commessi, Bankitalia registra un calo del 3,2%.

Lavori diversi, salari diversi, variazioni reddituale diverse, anche di segno. Questo panorama è stato descritto bene e nel dettaglio dalla Relazione Annuale di Bankitalia presentata alla fine del mese scorso.

Uno sguardo anche a dirigenti e pensionati, categorie che abbiamo escluso nella prima ricostruzione. Le famiglie dei dirigenti hanno visto aumentare dell’8 per cento i redditi reali mentre sono cresciuti del 9,8% i redditi dei pensionati.