Secondo il vicedirettore di Bankitalia Fabio Panetta – intervenuto a Perugia durante un seminario -: “La ripresa, pur moderata, prevista per la parte finale dell’anno, è minacciata dall’imprevedibilità del quadro politico interno e dal riemergere di turbolenze finanziarie nell’area euro, che potrebbero incidere sulla fiducia degli operatori e sull’attività d’investimento”.

Insomma la ripresa non arriva da sola, ci vuole stabilità politica – o almeno la sua parvenza – con un governo, e pure le banche devono fare la loro parte, perché “senza sostegno finanziario non ci può essere ripresa. Le banche devono fornire il necessario supporto creditizio all’attività produttiva”.

Un modo per fornire quel sostegno finanziario potrebbe venire da una trasformazione del sistema creditizio. Si potrebbe favorire il ricorso diretto delle imprese al mercato dei capitali grazie alle tante tecnologie oggi disponibili. Un altro mezzo attraverso il quale le banche potranno fare meglio il proprio lavoro e un’opera decisa di riduzione dei costi operativi.

Secondo Panetta si potrebbe raggiungere un -30% nel medio termine… Si dovrebbe iniziare dalla riduzione degli sportelli: “Nell’ultimo ventennio a fronte di una bassa crescita della domanda di servizi, sono quasi raddoppiati. Ognuno movimenta attività per 111 milioni contro i 170 nell’Eurozona“.

Come spiega il banchiere, dall’inizio della crisi “il Pil è sceso di 7 punti percentuali”, ed “il numero di occupati di 600.000 unità”. L’economia italiana ha problemi strutturali acuiti dalla recessione. In cinque anni ha dovuto affrontare “la crisi finanziaria“, “l’instabilità del mercato del debito sovrano” e “due profonde recessioni”.

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