Non è quel tipo di banconota che riempie quotidianamente i nostri portafogli, anche se non sarebbe male, e di certo non quel tipo di banconota con cui puoi pagarti un cappuccino senza incorrere nei pensieri omicidi del barista. Non sarà un doloroso addio, insomma, quello che presto dovremo riservare alla banconota 500 euro, ma sarà comunque un addio. Il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea di oggi, infatti, potrebbe decidere di abbandonare lo scomodo bigliettone.

Come più volte ha sottolineato il presidente della Bce, Mario Draghi, la banconota da 500 euro “è sempre più strumento per attività illegali“. In altre parole, viene considerata pericolosa perché sempre più spesso utilizzata per pagamenti illeciti, riciclaggio di denaro sporco e perfino, si sospetta, per finanziare attività terroristiche. Cosa abbastanza ironica, se consideriamo che il soprannome appioppato a queste banconote è “Bin Laden”, poiché sono sfuggenti e introvabili come il fu leader di Al Qaeda. In tutto, circolano oltre 600 milioni di banconote da 500 euro, per un valore complessivo di 300 miliardi di euro: considerando che gli euro totali in circolazione sono circa 1000, quasi il 30% della cartamoneta è rappresentata da banconote da 500 euro. Che tuttavia, perlappunto, sono pressoché introvabili. Ed ecco perché Europol e Bce sono convinti che circolino soprattutto lungo canali illegali.

Di questa possibile misura si parla da un po’, e se inizialmente la discussione verteva sull’abolizione diretta della banconota da 500 euro, ora si propende verso una transizione più morbida, ovvero la sospensione della stampa dei biglietti e la libera circolazione dei pezzi già presenti, fino al loro naturale esaurimento. Secondo Bloomberg, tuttavia, anche la semplice sospensione della stampa potrebbe incontrare il parere contrario di paesi come Germania, Austria e Lussemburgo, dove la banconota da 500 euro è considerato dai risparmiatori come un utile strumento per ritirare contanti, anche per pararsi le spalle da possibili tagli ai tassi sui depositi che eroderebbero i patrimoni in banca.