Come ci si accorge che il proprio bancomat si è smagnetizzato? L’unico modo per rendersene conto è utilizzare la propria carta di debito e provare ad effettuare un pagamento oppure prelevare contante ad un Atm. Se la carta funziona ad intermittenza o viene rifiutata – e prima ci siamo assicurati che disponiamo di fondi sul nostro conto corrente – è segno sicuro che la carta sia in via di progressiva smagnetizzazione oppure si sia del tutto smagnetizzata.

Se ci troviamo col bancomat smagnetizzato, l’unica possibilità che ci resta è quella di richiede un duplicato del nostro bancomat alla banca che l’ha emessa. Il funzionario a cui consegniamo la carta deve provvedere a tagliarla in due parti in modo da renderla completamente inutilizzabile. A questo punto dobbiamo aspettarci un tempo di attesa tra i due e i 14 giorni per avere di nuovo a nostra disposizione una nuova carta ed un nuovo codice Pin – la prassi cambia da istituto ad istituto, ma in genere viene consegnato una delle due parti necessarie per prelevare, mentre l’altra ci verrà inviata a casa.

Per evitare questa situazione vi consigliamo di tenere lontane le vostre carte da fonti magnetiche come calamite, televisori o smartphone. Se come capita spesso tenete il bancomat nel portafogli evitate di tenere nello stesso scompartimento altre carte di debito o credito oppure monete metalliche.

Questi accorgimenti potrebbe non rivelarsi sufficienti, perché la smagnetizzazione potrebbe avvenire anche per l’usura della carta o una cattiva custodia – tanti per esempio hanno smagnetizzato la carta perché tenevano il portafoglio nella tasca posteriore dei pantaloni e si sono seduti sopra. Sono da preferire le carte con il microchip perché possono funzionare anche quando la banda magnetica si è smagnetizzata.