(Finanza.com) Circolerebbe un gran fermento tra i più grandi istituti bancari italiani. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, nell’ambito del riassetto di Unicredit ci sarebbe allo studio la creazione di una sub-holding ‘Unicredit-italia’, che avrebbe al suo interno anche la quota in Mediobanca. Questa, si legge testualmente dal quotidiano di Confindustria, rappresenterebbe il cantiere di una ricomposizione strategica tra Unicredit e Mediobanca, da sempre nei desiderata delle fondazioni CariVerona e Crt, “dove noi interpretiamo la ‘ricomposizione strategica’ come futura fusione tra Piazza Cordusio e Piazzetta Cuccia”, aggiunge Equita nella nota odierna. Il Corriere della Sera torna invece sulla fusione tra Intesa Sanpaolo e Unicredit in un’ottica anti-scalata e che porterebbe alla vendita di migliaia di sportelli per eviate problemi con l’Antitrust. “L’operazione ci sembra molto, molto improbabile, anche perché non vediamo compratori di sportelli”, commenta la Sim milanese che aggiunge: “Pur riconoscendo che si tratta di scenari al limite della fanta-finanza, riteniamo che Mediobanca sia il titolo più interessante perché è cheap, permette di avere esposizione al tema del rilancio di Generali e, pur soffrendo per l’aumento del costo del funding come le altre banche, non ha problemi di copertura delle sofferenze”. In rosso i titoli sul Ftse Mib: Unicredit cede lo 0,40%, Intesa Sanpaolo l’1,02% e Mediobanca lo 0,35%.