Le svalutazioni colpiscono i risultati dei gruppi bancari europei. Alcuni dei principali istituti di credito dell’Ue infatti hanno riportato profitti e fatturati sotto le attese, anche a causa della perdita di valore dei titoli greci detenuti in portafoglio.
Ad esempio, la franco-belga Dexia ha chiuso il 2011 con un passivo di 11,64 miliardi di euro, colpita da una svalutazione sui titoli ellenici di circa 3,05 miliardi di euro. L’istituto di credito, che solo gli aiuti statali hanno salvato dalla bancarotta, ha fatto sapere che quest’anno non distribuirà nessun dividendo agli azionisti. Il titolo al momento perde circa l’1,63%.
Male anche la francese Credit Agricole, che archivia il 2011 con una perdita netta di 1,47 miliardi di euro. Nel 2010 aveva realizzato un utile di 1,26 miliardi. La banca d’Oltralpe ha postato perdite peggiori di quanto si attendessero gli analisti: 3,07 miliardi di euro contro gli attesi 2,7 miliardi. Anche in questo caso sono state le svalutazioni greche a pesare: una perdita di ben 943 milioni di euro. Il titolo è negativo a Parigi, perdendo poco meno di 2 punti percentuali.
Bene invece i risultati di Royal Bank of Scotland, altro istituto europeo ad aver beneficiato di aiuti di Stato per evitare la bancarotta. Nel 2011 il profitto operativo si è attestato a circa 1,9 milioni di sterline, in aumento dell’11%, ma le perdite sono state quasi il doppio rispetto a quanto si attendevano gli analisti, 2 miliardi invece che 1,1 miliardi di sterline, di cui 766 milioni sono perdite pre-tasse gravate dalle svalutazioni greche.
Emerge infine da una lunga lotta per evitare il default la tedesca Commerzbank, che ha segnato utili 2011 in calo a 638 milioni di euro contro gli 1,43 miliardi dello scorso anno. Anche il risultato operativo trimestrale è calato a 163 milioni di euro dai 256 milioni dell’ultimo trimestre 2010.
Si attende un cattivo 2011 fiscale anche la viennese Raiffeisen, anch’essa colpita dalle svalutazioni ma stavolta legate alla banca ucraina Bank Aval, acquisita nel 2005 per un miliardo di dollari. Il terzo maggior istituto di credito europeo ha annunciato, prima di presentare ufficialmente i dati il prossimo 29 marzo, un calo dell’11% nei profitti.