Il 22 novembre il governo Renzi ha salvato quattro banche – ovvero banca Etruria, Carife, CariChieti e banca Marche – a spese degli azionisti e di chi deteneva obbligazioni subordinate – ma pensava di avere investito i propri risparmi in tutt’altro genere di titoli. Da allora decine di migliaia di risparmiatori credono di essere state derubate dal decreto del governo. In particolare sono sul piede di guerra tra le 10.000 e le 100.000 persone – dipende dalle stime. Sono quelli che hanno sottoscritto titoli subordinati di 1 delle 4 banche salvate – anche in questo caso le stime divergono molto i titoli andati in fumo vanno dai 330 ai 788 milioni di euro.

Il governo dopo le prime dichiarazioni del ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan e del suo vice Enrico Morando, ha corretto la rotta. Matteo Renzi racconta che il suo esecutivo cercherà “di trovare una soluzione“, e prosegue affermando “ma non è la cosa più semplice del mondo pensando a come funziona oggi il mercato delle banche in Europa“. L’ipotesi che si sta studiando è quella di creare un fondo da 120 milioni80 a carico delle banche e 40 a carico del Tesoro – di euro da destinare al rimborso delle obbligazioni subordinate.

Questi soldi non rappresenterebbero un indennizzo, ma un intervento di solidarietà, destinato ai risparmiatori che a seguito delle perdite sulle obbligazioni rischiano di trovarsi in una situazione di indigenza – ma c’è anche chi spinge per un intervento universale. Dalla prima idea si sta scendendo ad una cifra più modesta – 100 milioni – che dovrebbero arrivare da un egual contributo di banche e governo. Ad essere indennizzati dovrebbero essere tutti i piccoli risparmiatori – con il limite dei 50.000 euro. Chi potrà accedere a questo fondo non potrà ottenere tutti i risparmi persi ma solo una parte di quanto investito – si pensa al 30%.

Arrivare ad una soluzione non sarà semplice: le norme europee vietano l’erogazione di risarcimenti. E poi come dice Matteo Renzi “non è al governo che si possono imputare il fatto che tanti risparmiatori hanno acquistato titoli oggettivamente rischiosi”.