Le banche italiane non convincono Moody’s che mette in guardia dall’aumento degli accantonamenti evidenziati negli ultimi bilanci intermedi. Un’operazione, che secondo l’agenzia di rating, dimostra un deterioramento della qualità degli asset che sono in pancia agli istituti di credito italiani.

Moody’s, guardando agli ultimi conti pubblicati, ha infatti osservato che alcune grandi banche italiane hanno registrato nel primo semestre dell’anno un aumento delle loro perdite su crediti che va dal 19 al 49% rispetto allo stesso periodo del 2011. Per Intesa Sanpaolo e UniCredit, le due maggiori banche del Paese, si sono rilevati rispettivamente un +37% e un +24%.

Questo aumento degli accantonamenti ha “un impatto negativo sul rating ed evidenzia che la qualità degli asset si sta deteriorando nella rinnovata recessione in Italia, con un effetto negativo sulla già debole profittabilità”, scrive l’agenzia statunitense nella nota settimanale credit outlook. Moody’s cita in particolare Mps, Ubi, Popolare di Milano, Intesa Sanpaolo e Unicredit.