(Finanza.com) Mossa di Nomura sulle banche italiane. Il broker giapponese ha tagliato l’utile per azione del settore bancario del Belpaese del 10% per tener conto dell’accresciuta prudenza sull’evoluzione del fatturato date le recenti debolezze riscontrate nelle indicazioni macro (Pil in calo annuo dell’1,4% nel primo trimestre). Le ultime sotto-performance, si legge nel report odierno, sono state guidate da un mix di new-flow in merito alle riforme economiche in Italia e al rischio di contagio proveniente dagli altri Paesi periferici. Dai recenti confronti con gli investitori, le questione sulla qualità del credito nel settore bancario italiano sembra mettere in secondo piano i timori sul capitale. Inoltre, l’assenza in Italia di una bolla immobiliare è, secondo Nomura, un valido argomento in merito agli ultimi interventi europei sulla ricapitalizzazione delle banche spagnole. Gli analisti hanno inoltre deciso di tagliare i target price su numerosi istituti di credito italiani: il prezzo obiettivo di Intesa Sanpaolo (buy) passa da 1,7 a 1,4 euro, da 4,6 a 3,8 euro quello di Unicredit (neutral), da 0,29 a 0,22 euro il tp di Monte dei Paschi (neutral), da 1,3 a 1,08 euro il tp di Banco Popolare (reduce), da 4,5 a 4,3 euro per il target price di Mediobanca (neutral), da 3,3 a 2,85 euro per Ubi Banca (reduce), da 0,36 a 0,3 euro quello della Popolare di Milano (reduce) e da 7 a 5,5 euro il tp della Popolare dell’Emillia Romagna (reduce). Nomura ha inoltre abbassa il target price su Credem (neutral) da 3,8 a 2,9 euro.