Finalmente i risparmiatori che hanno perso le proprie somme di denaro a causa delle banche fallite in Italia – in articolare, a fare crac sono state la Banca Marche, Etruria e le Casse di Chieti e Ferrara – riceveranno i primi rimborsi. I soldi messi a disposizione dei risparmiatori colpiti arrivano dopo circa otto mesi dalla risoluzione del governo e saranno a disposizione a partire dal prossimo venerdì 22 luglio. A gestire la situazione sarà il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che è stato incaricato di gestire il Fondo di Solidarietà che le banche hanno creato per ristorare tutti coloro che hanno perso delle somme a causa delle banche fallite nei mesi precedenti.

A quanto pare i risparmiatori potranno recuperare almeno l’80 per cento delle somme investite nelle banche fallite. A queste somme sono sottratti gli interessi e andranno in particolare ai possessori di obbligazioni subordinate acquistate entro e non oltre il 12 giugno del 2014 direttamente dai quattro istituti di credito interessati dal crac. Il rimborso sarà inoltre riconosciuto per coloro che presentano un reddito Irpef inferiore ai 35 mila euro oppure un patrimonio immobiliare inferiore ai 100 mila euro. Coloro che vorranno il risarcimento dell’intera somma dovranno invece affidarsi ai lodi arbitrali, che sono fermi in attesa che arrivino i decreti attuativi del governo Renzi. Chi invece accetta il rimborso parziale otterrà la somma entro sessanta giorni dalla relativa domanda (il cui termine scadeva lo scorso 30 giugno).

E mentre parte dei risparmiatori colpiti dal crac delle quattro banche fallite stanno per ricevere i rimborsi parziali, il governo sta per mettere in piedi il decreto per la Garanzia pubblica sulla cessione delle sofferenze delle banche. Si tratterebbe di una somma di duecento miliardi che preoccupa gli addetti ai lavori, che temono ripercussioni sulla crescita economica. A pesare sulla situazione anche le imprese, molte delle quali approfittano della situazione di debolezza di molti istituti bancari per ritardare i pagamenti dovuti. Ragion per cui apparirebbe opportuno diffondere con cautela la notizia di banche in sofferenza.