La BCE ha deciso di intervenire con una nuova maxi operazione che inietta liquidità nel sistema creditizio dell’Eurozona. L’operazione ha parzialmente oscurato i risultati dell’asta dei bund. Vediamo com’è andata. 

La BCE ha deciso di mettere all’asta dei titoli a tre anni ad un tasso fisso dell’1 per cento. In questo modo ha gettato un’ancora di salvezza alle banche che si sono ritrovate a colmare i buchi di liquidità accumulati durante il periodo di crisi.

Il rischio di un’operazione del genere è quello di creare dipendenza, soprattutto se si considera che l’ammontare di titoli effettivamente collocati sul mercato è stato decisamente superiore alle stime: 470 miliardi di euro.

Entrando nel dettaglio sono stati erogati finanziamenti per un valore complessivo di 529,5 miliardi di euro, a fronte di una stima effettuata di 470 miliardi. A dicembre, l‘asta omologa della BCE aveva portato all’erogazione di 489 miliardi di euro.

I mercati hanno reagito molto bene a questa iniziativa dell’istituto guidato da Mario Draghi. I Treasury americani sono andati immediatamente al ribasso e i tassi Usa sui titoli a 10 anni, sono saliti fino all’1,96 per cento.

Per quel che riguarda la borsa di Milano la reazione è stata composta e ci sono subito dimezzati i guadagni. La preoccupazione è legata al rischio di una bolla finanziaria conseguente all’iniezione di liquidità.