Dal primo gennaio del prossimo anno, anche in Italia troverà applicazione della direttiva Brrd (Bank recovery and resolution directive). È la direttiva europea del bail-in che cambia la prassi dei salvataggi bancari. Finora sono intervenuti gli Stati e indirettamente i contribuenti che si sono visti aumentare le tasse – non per nulla il rapporto debito/Pil nell’Eurozona è aumentato di più dell’80% tra il 2008 ed il 2012.

Dal prossimo anno, la situazione per le banche in difficoltà cambia, perché il salvataggio sarà a carico di azionisti, obbligazionisti e in parte anche dei correntisti. La riforma è ancora in corso di approvazione e per questo potrebbero cambiare le carte in tavola. Comunque si può dire che i primi ad essere toccati saranno gli azionisti e poi verranno gli obbligazionisti – e tra di loro verranno colpiti prima i possessori di titoli subordinati e poi quelli di titoli senior.

Solo se questi interventi non fossero sufficienti si arriverà ad intervenire sui conti correnti – ma solo per chi ha più di 100.000 euro sul conto. Sotto questa cifra opererà il fondo di tutela dei depositi interbancari. In queste situazioni bisogna tener presente che il limite vale per ogni intestatario, per cui se due coniugi hanno un conto cointestato, la somma protetta sale a 200.000 euro. Bisogna altresì aggiungere che se lo stesso soggetto ha più conti correnti presso lo stesso istituto di credito, la somma complessivamente è sempre di 100.000 euro.

Ovviamente se abbiamo più conti presso banche diverse, corriamo rischi solo per il conto corrente della banca in difficoltà, e solo se ho più di 100.000 euro, la liquidità degli altri rapporti non verrà toccata. L’ultima precisazione riguarda gli strumenti finanziari che abbiamo nel deposito titoli presso la banca in difficoltà: questi asset non verranno toccati, perché nel caso in esame la banca in difficoltà offre la funzione di custodia titoli.