Dopo un inizio di seduta all’insegna di un forte rialzo, i principali indici azionari statunitensi hanno registrato qualche presa di beneficio per il balzo delle quotazioni del greggio, con il WTI tornato sopra la soglia dei 110 Dollari al barile per la prima volta dallo scorso mese di maggio. Lo S&P500 (+0,62%) ha registrato il massimo dal 2008, il Dow Jones Industrial è avanzato dello 0,22%, e il Nasdaq dello 0,74%. Le borse statunitensi sono state sostenute dall’andamento migliore delle attese delle richieste di sussidi di disoccupazione nell’ultima settimana e del balzo delle borse europee.

Bancari in spolvero

I prezzi del petrolio, già sotto pressione sulla scia delle tensioni sul programma nucleare Iraniano e le possibilità di un minore flusso di greggio verso l’Europa, sono salite in maniera molto brusca per la notizia che sarebbe esplosa una conduttura di petrolio araba. Nonostante il rialzo dell’8% del prezzo di un gallone di benzina in febbraio, le vendite di auto sono attese avere superato la soglia dei 14 milioni nel mese di febbraio. General Motors, grazie a queste aspettative, è salita dell’1,7%.

Tra i settori che si sono distinti al rialzo ci sono stati i bancari, che hanno beneficiato del balzo delle borse europee sulla scia del calo dei rendimenti dei Governativi in Italia e Francia. Questi hanno evidenziato il positivo impatto dell’operazione di rifinanziamento a 3 anni attuato dalla BCE.