I timori per il settore auto questa volta provengono dall’Asia. I colossi giapponesi dell’automotive Toyota e Nissan hanno infatti annunciato  un taglio della produzione in Cina. La prima è stata spinta dal sentimento patriottico cinese anti nipponico che impatterebbe sulle vendite mentre la seconda ha deciso di anticipare la sospensione per le vacanze nella sua joint venture nell’ex Celeste Impero.

 

In Italia soffrono Fiat e Fiat Industrial. Quest’ultima in particolar modo risente ancora del profit warning lanciato ieri Oltreoceano dalla concorrente Caterpillar. Il colosso statunitense delle macchine per il movimento terra ha infatti tagliato le sue previsioni sugli utili per azione del 2015, abbassandoli a 12-18 dollari rispetto al precedente range 15-20 dollari. Sempre dal Nord America è giunto il taglio delle stime da parte di Tesla Motors. La casa produttrice di auto elettriche Usa ha annunciato la revisione al ribasso delle previsioni sulle vendite 2012.

 

Sergio Marchionne, amministratore delegato del Lingotto, ha provato a rinfrancare gli animi confermando l’impegno di rilanciare le attività europee grazie alle esportazioni di auto. Un concetto già espresso sabato durato l’incontro con il premier Mario Monti e i ministri Corrado Passera e Elsa Fornero. Fitch, intanto, ha confermato il rating BB sulla casa torinese ribadendo l’outlook negativo.