Centro Studi Promotor GL events prevede una decisa ripresa del mercato auto italiano nel corso del 2013. In occasione dell’inaugurazione del 37° Motor Show di Bologna, il presidente del CSP, Gian Primo Quagliano, ha rimarcato che la ripresa è legata al verificarsi di determinate ipotesi. In particolare “se dalle elezioni di primavera scaturirà una situazione in grado di rassicurare non solo i mercati finanziari ma anche i consumatori – ha sottolineato Quagliano – si potrà determinare un moderato recupero di fiducia che dovrebbe consentire una modesta ripresa delle vendite di auto”. Le previsioni del CSP sono di un +10,7% delle immatricolazioni nel 2013 a 1.550.000 unità. Livelli che sarebbero comunque ancora il 34% sotto la media annua del periodo ante-crisi.
Le stime del CSP si basano sulla constatazione che il mercato dell’auto ha subito un calo molto più forte di quello dell’economia reale ritornando sui livelli del 1979, mentre la produzione industriale scenderà ai livelli della seconda metà degli anni ‘80. Sui dati ante-crisi, rimarca la nota del Centro Studi Promotor, il calo del mercato dell’auto sarà del 44% e quello della produzione industriale sarà del 22%. Differenziale negativo di ben 22 punti che dipende soprattutto dalla caduta della fiducia dei consumatori innescata a metà 2011 dagli attacchi dei mercati finanziari al debito sovrano italiano, dal pericolo di default dell’economia e dall’adozione di una politica economica severa e recessiva. Il Centro Studi Promotor ritiene che la caduta della fiducia ha indotto molti potenziali acquirenti a rinunciare a sostituire le loro auto “non tanto per mancanza di risorse, quanto per la scelta di risparmiarle in vista di un futuro che si presentava estremamente incerto”.

Serve un cambiamento nell’Eurozona, unica area del mondo dove il mercato auto scende
Perché si delinei un vero e consistente recupero per le vendite di auto, sostiene il Centro Studi Promotor GL events, non sarà sufficiente un miglioramento del “morale” dei consumatori, ma occorrerà una ripresa dell’economia. Secondo Quagliano questa potrà delinearsi se la politica economica della zona Euro privilegerà non più le esigenze della finanza, ma soprattutto quelle dell’economia reale, uniformandosi alle politiche in atto nel resto del mondo ed in particolare negli Stati Uniti, politiche che stanno favorendo non solo l’economia reale, ma anche il mercato dell’auto che oggi è in crescita in tutto il mondo tranne che nella zona Euro.