Sono i comunicati Istat che spiegano all’Italia il meccanismo di aumento dei prezzi. I consumatori, nell’ultimo periodo, hanno assistito ai rincari continui dei carburanti, ma a quanto pare anche il settore alimentare sta contribuendo a ritoccare verso l’alto l’indice nazionale dei prezzi al consumo.

Ogni mese, l’Istituto nazionale di statistica redige un rapporto sui prezzi di beni e servizi del nostro paese.

L’indice nazionale del prezzi al consumo per l’intera collettività, sintetizzato nella sigla NIC, ha registrato a giugno un aumento dello 0,1% rispetto al mese precedente. Rispetto al giugno del 2010 si parla addirittura di un +2,7.

Nel dettaglio, spiega l’Istat, la crescita tendenziale dei prezzi dei beni è pari al 3 per cento, mentre i servizi crescono dal 2,3% al 2,6% in un solo mese. A cosa si può attribuire questo continuo aumento dei prezzi?

Una spinta al rialzo dell’indice generale dipende sicuramente dal rialzo congiunturale dell’1,1% dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti. Questi rincari hanno inciso parecchio, innalzando il tasso di crescita dal 4,2% al 5,2 per cento.

Un ruolo importante è assegnato anche agli aumenti mensili di un altro comparto: quello dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona. In questo settore, però, i rincari sono legati anche a fattori stagionali.