Nuovi aumenti per il carburante sebbene il prezzo del petrolio sia in calo in virtù di un allentarsi delle guerre nei paesi mediorientali. Nonostante il calo dei prezzi sui mercati internazionali, la verde supererà gli 1,88 euro al litro e il diesel gli 1,77 euro nei distributori Eni, con aumenti anche per Ip, Q8 e TotalEr. Si registra così il quarto giro di rincaro dei prezzi dovuto all’effetto Siria.

Le medie nazionali della benzina e del diesel adesso sono rispettivamente a 1,847 e 1,750 euro/litro. Le punte in alcune zone dell’Italia sono invece 1,892 per la verde e 1,779 per il diesel. Molto adesso dipenderà dall’andamento dei mercati nelle prossime ore per vedere se anche sulla rete carburanti nazionale si registreranno segnali di inversione di rotta in uno scenario che, tuttavia, resta in divenire. Il prezzo medio praticato della benzina che va oggi dall’1,837 euro/litro di Eni all’1,847 di Tamoil (no-logo a 1,726). Per il diesel si passa dall’1,742 euro/litro di Esso e shell all’1,750 ancora di Tamoil (no-logo a 1,624). Il gpl infine è tra 0,803 euro/litro di Esso e 0,814 di Tamoil (no-logo a 0,751).

E gli aumenti, questa volta, sono arrivati anche di domenica, cosa poco frequente per le compagnie petrolifere. Così, denuncia la Coldiretti, per i vacanzieri di settembre arriverà anche una mini stangata sui carburanti, non esattamente quello che servirebbe in questa fine estate di crisi.