L’ho scritto un paio di giorni fa: le tariffe delle principali autostrade italiane sono aumentate in media del 3,9%. E il ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi ha cercato solo di limitare i danni, affermando di essere riuscito “a contenere gli aumenti grazie a un’azione di calmieraggio, svolta dal ministero“.

Perché il ministro avrebbe le mani legate? Perché a regolare gli aumenti delle tariffe autostradali è un meccanismo di price cup, ovvero di prezzo limite di un servizio. Secondo questo “sistema” si inizia con le richieste delle società concessionarie ma al governo resta un potere di contrattazione limitato che può tenere in considerazione solo tre parametri: l’inflazione programmata, il tasso di produttività attesa e la qualità del servizio.

Le ultime due voci sono strettamente legate agli investimenti. E se un gestore autostradale investe sulla sua tratta ha un diritto quasi automatico di richiedere un aumento dei pedaggi. Il risultato finale è quello che avete sotto gli occhi. Non sarebbe ora di cambiare?

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