In queste ore si sta discutendo molto in merito al probabile aumento dell’Iva che potrebbe scattare nei prossimi mesi. Un aumento Iva che non piace affatto a commercianti e imprenditori e che inevitabilmente si ripercuoterebbe anche sulle famiglie, già messe a dura prova da crisi e mancanza di lavoro. A tornare a parlare di aumento dell’Iva è stato il Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, che in un’intervista rilasciata a Il Messaggero avrebbe rivelato la sua mossa strategica per far sì che l’aumento dell’Iva risulti, per così dire, meno indigesto.

Queste le parole di Pier Carlo Padoan: “L’idea è quella di scambiare l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto con un taglio al cuneo fiscale. Lo scambio tra Iva e cuneo fiscale è una forma di svalutazione interna che beneficia le imprese esportatrici, che sono anche le più competitive, le quali non possono più avvantaggiarsi del tasso di cambio. Si tratta di una ricetta classica“.

Parole, quelle del Ministro Padoan, che hanno scatenato del reazioni delle opposizioni (che vedono in questa ricetta un modo per voler alzare le tasse) ma anche della Cgia di Mestre, secondo cui tale operazione di aumento Iva potrebbe ricadere sulle fasce più deboli della popolazione, soprattutto disoccupati, inattivi e pensionati.

A Pier Carlo Padoan avrebbe risposto anche l’ex premier Matteo Renzi, che sempre attraverso un’intervista (al Corriere della Sera però), si sarebbe detto del tutto contrario all’aumento dell’Iva. Contrario ma anche sicuro che il rincaro non ci sarà. Queste le parole di Matteo Renzi: “Nel Documento di Economia e Finanza c’è scritto chiaramente che l’aumento non ci sarà, dunque non aumenteremo l’Iva“. L’obbiettivo di non far aumentare l’Iva potrebbe essere anche uno dei principali punti del programma politico di Renzi, una volta riottenuta la leadership del Partito Democratico.