Lo abbiamo visto ieri: con la fiducia che Enrico Letta chiederà la prossima settimana salta il rinvio dell’aumento Iva. Quali beni verranno toccati? Si va dalle acque minerali, alle bevande analcoliche, dai succhi di frutta agli alcolici, tutto il settore abbigliamento e quello delle calzature (compreso sarti e calzolai). I computer, i mobili, gli articoli e per la casa, gli elettrodomestici, servizi come quelli del parrucchiere, i servizi legali, contabili e telefonici, gli articoli di cartoleria, l’ingresso ai parchi divertimento, l’acquisto di automobili, motocicli e financo di biciclette.

Ovviamente nell’elenco che vi ho fatto mi sono limitato a citare i beni di uso più comune che subiranno l’aumento previsto dal primo di ottobre. C’è anche da ricordare che la maggior parte dei prodotti alimentari di prima necessità non subirà aumenti. Si tratta di beni su cui c’è un Iva al 4% che riguarda prodotti come farina e cereali, pane, riso, pasta, latte fresco, formaggi, burro, olio d’oliva, vegetali freschi o refrigerati.

Ci sono poi i prodotti soggetti all’Iva agevolata al 10%, tra cui i prodotti di panetteria e pasticceria, i cereali per la colazione, i salumi, le carni, il pesce, lo yogurt, il latte a lunga conservazione, alcuni formaggi e latticini, uova, oli alimentari non di oliva, zucchero, marmellate ed altre confetture, cioccolato, gelati, salse, sale, spezie, caffè, tè, birra (e aggiungo anche altri prodotti non alimentari come i cinema, i teatri, i concerti, gli alberghi e le pensioni).

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