Si avvicina a grandi passi l’aumento dell’aliquota Iva dal 21 al 22% (quello che tutte le forze politiche volevano evitare). Ieri in Consiglio dei ministri non si è trovato l’accordo per fermare l’aumento fino alla fine del 2013 – oltre che per finanziare per 330 milioni la Cassa integrazione in deroga. Tutti i ministri del governo Letta hanno convenuto sul fatto che non ci fossero le condizioni per varare la manovrina senza prima concludere il chiarimento voluto dal premier – ovvero la richiesta di fiducia.

Il decreto portato in Cdm dal ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni prevedeva un aumento al 103% degli acconti Ires e Irap e con un aumento delle accise della benzina di 2 centesimi al litro fino a fine anno e poi di 2,5 centesimi fino a febbraio 2015. Misure che avevano ricevuto le critiche un po’ da tutte le parti del mondo politico oltre che dalla Cgia e dalla Confindustria.

Se ci fosse un po’ di buon senso a questo punto la soluzione migliore sarebbe quella di chiudere l’esperienza del governo Letta, ritornare al Matterellum (basterebbe una settimana o poco più di lavori parlamentari) ed andare tutti a votare. Anche dal punto di vista economico… Visto che finalmente si avrebbe un governo stabile (come possono esserlo quelli italiani).

photo credit: Eu Council Eurozone via photopin cc