Quali sono i beni che verranno colpiti dal possibile aumento dell’aliquota Iva ordinaria dal 21 al 22% il 1° ottobre? Si va dal computer, all’abbigliamento, alle calzature, agli elettrodomesti e al vino…

Secondo la CGIA di Mestre, un nucleo familiare composto da tre persone avrà un aggravio di imposte in media di 88 euro, mentre se i componenti diventano quattro, la maggiore spesa sarà di 103 euro.

Visto che il calcolo riguarda un anno solare, nel 2013 la maggiore spesa dovrebbe essere divisa per quattro, visto che l’aumento dell’Iva interesserà solo l’ultimo trimestre, e quindi sarà pari a 22 euro per la famiglia da 3 persone e 25,75 euro per quella da 4.

Secondo Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA: “Bisogna assolutamente scongiurare questo aumento. Se ciò non avverrà, corriamo il serio pericolo di far crollare definitivamente i consumi che ormai sono ridotti al lumicino. Questa è una crisi economica che va affrontata dalla parte della domanda: solo incentivando i consumi interni possiamo rilanciare la produzione. Altrimenti, siamo destinati ad accentuare la fase recessiva che comporterà un aumento delle chiusure aziendali e la crescita del numero dei senza lavoro“. Difficile non essere d’accordo.

Come ricorda la CGIA, nel 2011 c’è stata una riduzione della spesa per consumi del 4,3%, mentre nel biennio 2008-2009 il calo è stato solo del 2,6%. Qui c’è l’unico difetto del ragionamento dell’organizzazione di artigiani. Il calo è stato dovuto anche dall’aumento dell’Iva e non solo da questa scelta. Ciò però non svaluta il ragionamento generale.

L’aumento dell’Iva non inciderà sui beni di prima necessità, che sono soggetti all’aliquota del 4 o del 10%, mentre i rincari riguarderanno soprattutto il pieno dell’auto e le spese dal carrozziere – dai 33 ai 39 euro – e l’acquisto di abbigliamento e calzature – dai 18 ai 20 euro.

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