L’Italia è il paese dei record negativi. Già oggi il nostro paese è sul gradino più alto d’Europa – insieme a Spagna, Olanda e Belgio – per  l’aliquota Iva più elevata. E con l’aumento in vista il primo ottobre – che si cerca di evitare – rischiamo di restare sullo stesso gradino ma in splendida solitudine – della serie i tartassati

Ovviamente non è il solo record che l’ex-Belpaese detiene in tema. Da quando l’imposta è stata introdotta – correva l’anno 1973 – l’Italia è il paese europeo che ha fatto crescere di più la sua aliquota principale: siamo passati dal 12 al 21% (+9%), dietro di noi la Germania con un +8% (dall’11 al 19%), l’Olanda (+5%, dal 16% nel 1973, al 21% nel 2013), l’Austria e il Belgio (+4% e +3%).

Nei quarant’anni di vita dell’Imposa sul Valore Aggiunto ci sono stati 8 ritocchi delle aliquote. L’ultimo come tanti si ricorderanno, è avvenuto alla fine del 2011: l’aliquota ordinaria è passata dal 20 al 21%, e da allora il gettito ha avuto un calo.  Come ricorda il segretario della CGIA di Mestre Giuseppe Bortolussi: “Certo la situazione economica generale ha influito moltissimo su questo risultato, tuttavia anche l’incremento dell’aliquota ha contribuito a penalizzare il gettito complessivo dell’imposta sul valore aggiunto”.

Per la cronaca, c’è anche chi ha ridotto nel tempo la sua aliquota principale – di poco ma è sempre meglio di niente. La Francia aveva un’aliquota del 20% nel 1973, mentre ora si attesta al 19,6% – per un calo dello 0,4%. Secondo il segretario della Cgia di Mestre: “se l’aumento previsto dal prossimo mese di ottobre non verrà scongiurato, i consumatori italiani si troveranno a subire l’aliquota Iva ordinaria più elevata tra tutti i principali paesi dell’area dell’euro, con il pericolo che questa decisione penalizzi ancor più la domanda interna che in questi ultimi anni ha subito delle contrazioni pesantissime. Si pensi che nel 2012 i consumi delle famiglie italiane sono crollati del 4,2% e quelli relativi ai beni durevoli quasi del 13%”.

Un po’ terroristica come conclusione. Il calo del 2012 è dovuto ad una serie di fattori. Ma comunque la scelta dell’aumento Iva sarebbe una pessima notizia…
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