Lo stop all’aumento dell’Iva dal 21 al 22% fino a ottobre stabilito la scorsa settimana dal governo Letta è costato, in termini di copertura, circa un miliardo di euro.
La ‘coperta’ è stata trovata più che raddoppiando la tassa sulle sigarette elettroniche (dal 2014?), aumentando alcune accise e anticipando il saldo di alcune imposte quali Irpef, Ires e Irap e gli acconti dovuti dalle banche sulle ritenute relative all’anno in corso, mentre i potenziali tagli di spesa, più volti invocati dal ministero dell’Economia a fronte della manovra, andranno a finanziare le misure che il consiglio dei Ministri conta di adottare in queste settimane.
“I prodotti contenenti nicotina o altre sostanze idonei a sostituire il consumo dei tabacchi lavorati, nonché i dispositivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di ricambio, che ne consentono il consumo”, si legge nel testo presentato dal ministero dell’Economia, sono assoggettati a un’imposta 58,5% anziché del 21%.
Per quanto riguarda gli interventi fiscali, nello specifico, a novembre gli acconti Irpef e Irap passano dal 99% al 100%, anticipandone di fatto il saldo, quello dell’Ires dal 100% al 101%, e per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013 e per quello successivo, il versamento dell’acconto dovuto dagli istituti di credito sulle ritenute viene portato al 110%.
Sono misure prese in considerazione che adesso si stanno finalizzando”, ha precisato il ministro Fabrizio Saccomanni durante la presentazione del testo, con il premier Enrico Letta a precisare che “in Parlamento si verificherà insieme alle commissioni parlamentari la possibilità di un ulteriore differimento dell’aumento dell’Iva” di altri tre mesi, fino al 1° gennaio 2014, con la legge di Stabilità.

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