Io sono abituato a dire la verità e penso anche che gli italiani vogliano sentirsi dire la verità. Dunque non è che non voglio bloccare l’aumento dell’Iva. Dico che è molto difficile trovare le coperture, visto il poco tempo a disposizione. Comunque Saccomanni è impegnato a farlo e mi auguro davvero che ci riesca. Ora la palla è nelle sue mani, speriamo in un miracolo”. È quanto ha riferito nel week end il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato in un’intervista a Repubblica, dopo l’approvazione del decreto del fare. “È un provvedimento introdotto dal governo Berlusconi, difficile ora trovare le coperture visto il poco tempo a disposizione”, ha aggiunto il ministro riferendosi alle forti pressioni sull’esecutivo da parte delle associazioni delle imprese commerciali e degli artigiani e di parte del Parlamento.

L’ipotesi più accreditata resta quella del rinvio a brevissima scadenza, ma nulla esclude che in questi giorni l’esecutivo si compatti su un diverso orientamento.
Resta da sciogliere, ovviamente, il nodo della copertura finanziaria: occorrono circa 4 miliardi di euro per ovviare alle mancate entrate che l’aumento dell’imposta sui consumi garantirebbe. Ma se l’aumento venisse spostato a gennaio 2014, altra ipotesi più volte richiamata, bisognerebbe recuperare invece due miliardi per il 2013, o un solo miliardo in caso di rinvio del ritocco dell’imposta a ottobre (terza ipotesi al vaglio dell’Economia). Anche quest’ultima opzione, comunque, metterebbe a dura prova i conti pubblici italiani, rendendosi necessaria una forte razionalizzazione delle detrazioni fiscali vigenti che quasi certamente sarà introdotta con la prossima Legge di Stabilità (l’ex legge Finanziaria).

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