Cosa sarà dell’Iva? E’ in atto un braccio di ferro tra le due anime del governo Letta. Da una parte il partito democratico con ancora una volta al centro il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato, che in un’intervista a La Repubblica ribadisce l’auspicio che “si possa bloccare l’aumento dell’Iva introdotto dal governo Berlusconi, ma è molto difficile trovare le coperture, visto il poco tempo a disposizione. La palla è a Saccomanni, speriamo nel miracolo”.

All’ex-sindaco di Padova fa eco il ministro del Tesoro Fabrizio Saccomanni, che a margine della cerimonia di chiusura dell’anno di studi della scuola di polizia tributaria della Guardia di finanza afferma che “la palla è sempre stata mia” e sull’aumento dell’Iva “dobbiamo prendere misure ben ponderate: abbiamo bisogno del tempo necessario per misure ragionate e ragionevoli”. Le sue dichiarazioni sono state prese da molti come espressione dell’idea di congelare l’aumento dell’Iva per tre mesi, per poi pensare all’interno della legge di stabilità alla risorse per cancellare del tutto l’aumento dell’Iva.

Le dichiarazioni di Zanonato non sono piaciute al Pdl, per Fabrizio Cicchitto “non abbiamo ancora capito se Zanonato è un gaffeur o un killer”. Non meno acido il commento di Maurizio Gasparri: “Chi semina confusione è un irresponsabile”.

Dall’altra parte il partito democratico ha posizioni divergenti. Da una parte Dario Franceschini al Corriere della Sera racconta che “dopo il decreto del fare in cima a tutto c’è da affrontare la disoccupazione giovanile”.  Il viceministro dell’economia, Stefano Fassina, invece si concentra sul blocco dell’aumento dell’imposta. “Una soluzione possibile, passa per l’accelerazione sui pagamenti della pubblica amministrazione dei debiti alle imprese. Pagando realmente e subito fatture per 15 miliardi raccoglieremmo tassa, tramite la stessa Iva, per almeno un paio di miliardi. Una cifra che ci permetterebbe di sospendere l’aumento dell’Iva fino a fine anno e di eliminarlo definitivamente con la Legge di stabilità in autunno”.

Intanto Berlusconi blinda il governo ma sostiene a Studio Aperto che bisogna trovare assolutamente otto miliardi di euro per l’Imu e l’Iva, in fondo rappresenta solo l’1% del costo della macchina dello Stato.

photo credit: Italian Embassy via photopin cc