Secondo Mario Draghi “se le banche in alcuni Paesi non prestano a tassi ragionevoli, le conseguenze per l’Eurozona sono gravi”. La novità delle critiche alle banche del numero uno della Banca centrale europea hanno colpito una parte dell’opinione pubblica ma hanno anche provocato la reazione di un’associazione di consumatori come l’Adusbef.

Il suo presidente Elio Lannutti si è scagliato prima contro il dimissionario “ministro dell’Economia Vittorio Grilli”, che dopo aver chiesto i servizi di “Ponzellini pluri-indagato ed arrestato nello scandalo della Banca Popolare di Milano per accedere alla carica di governatore di Bankitalia”, ha voluto “rinnovare gli attuali vertici della Cassa Depositi e Prestiti, dopo il generoso regalo di 3 miliardi di euro a spese dei contribuenti, nella conversione delle azioni da privilegiate ad ordinarie delle fondazioni bancarie amiche”.

Come ricorda il leader dell’associazione: “fa bene il Movimento 5 Stelle a sollevare l’obiezione, perché l’eventuale nomina viziata da un governo in carica solo per gli affari correnti, è suscettibile di impugnativa”. Secondo Lannutti: “i tassi di interesse imposti dalle banche italiane sui mutui prima-casa sono i più elevati d’Europa con un differenziale di 116 punti base in più rispetto alle banche dei Paesi euro, con un gravame di 25.000 euro in più su un mutuo trentennale di 100.000”.

Le ragioni di questa differenza? Bisogna “recuperare risorse economiche a danno dei consumatori sui crediti allegri concessi agli amici, miliardi di euro senza garanzie e girati in sofferenza, i signori del credito ben protetti da distratte autorità vigilanti, continuano a respingere le domande di mutuo”. Una scelta disgraziata che contribuisce “al crollo del mercato immobiliare e delle compravendite”: nel terzo trimestre del 2012 c’è stata una flessione – secondo l’Istat – del 23,1% con “134.984 passaggi di proprietà”.

photo credit: EmreAyar via photopin cc