La Banca Popolare di Milano è una di quelle alle quali è stato chiesto di procedere con aumento di capitale. Peccato che gli sconti non siano stati sufficienti a portare gli euro necessari nelle casse.Uno degli istituti di credito più prestigiosi d’Italia non riesce a far registrare il tutto esaurito nell’ultima asta che avrebbe dovuto portare in cassa gli euro necessari alla ricapitalizzazione della banca.

Ecco quello che è accaduto. L’aumento di capitale ottenuto è stato del 18,3 per cento. Una cifra inferiore alle attese che non è stato possibile correggere verso l’alto nemmeno con uno sconto del 40 per cento sul prezzo ex diritto.

Era previsto un incasso di 800 milioni di euro ma ci si è fermati a quota 653 milioni, quindi gli investitori che la Bpm ha cercato di portare nel suo alveo, non si sono fatti vedere. In realtà è comprensibile questo comportamento visto l’andamento delle azioni della Bpm dall’inizio dell’anno.

Una ricostruzione effettuata da Repubblica, c’informa che dall’inizio dell’anno le azioni della Banca Popolare di Milano sono passate dal costare 1,02 euro al costare soltanto 28 centesimi. La soglia dell’euro è stata registrata il 21 gennaio.

Poi è stato tutto in ribasso fino al 10 luglio quando il costo delle azioni Bpm era di 42 centesimi l’una. Una leggera ripresa si è registrata da il 15 e il 30 settembre giorno in cui le azioni costavano 60 centesimi. Poi il crollo.