Elsa Fornero, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali ha detto che non è una strada giusta, eppure per racimolare le risorse necessarie per lavoratori esodati e precoci, si è deciso comunque di toccare gli autonomi. La Fornero dice che invece di andare a “riscuotere” le risorse dagli autonomi, sarebbe necessario chiedere aiuto a chi ha di più. Al di là dei buoni propositi, però, i relatori al decreto Milleproroghe fanno sapere che ci sarà un aumento dell’aliquota degli autonomi dello 0,15 per cento.

Stiamo parlando ovviamente delle aliquote contributive pensionistiche. Quelle dei lavoratori autonomi subiranno dei piccoli ritocchi che dovrebbero complessivamente raggiungere quota +0,15% nel 2016. Si tratta di un provvedimento utile a coprire le modifiche al sistema pensionistico che interessano soprattutto i lavoratori esodati e quelli precoci.

A gennaio 2013 ci dovrebbe essere il primo aumento, molto contenuto dello 0,01 per cento per quanti appartengono alle gestioni pensionistiche autonome dell’Inps: lavoratori artigianali, commercianti, coltivatori diretti, mezzadri, coloni.

L’anno dopo, nel 2014, l’aumento dell’aliquota contributiva raggiungerà la soglia del +0,04 per cento, poi nel 2015 si aggiungerà un altro 0,05 per cento arrivando fino alla soglia detta in apertura del +0,15 per cento nel 2016.

Questo provvedimento che coinvolge i lavoratori per i prossimi anni, è stato votato alla fine della seduta della commissione Affari costituzionali riunita con la commissione Bilancio della Camera.