I famigerati 80 euro dovrebbero arrivare già con lo stipendio del mese di maggio. Se il datore di non lavoro non ci riuscisse, niente paura: si può partire dal mese di giugno e comunque il lavoratore avrà diritto a percepire tutto il bonus fiscale previsto per il 2014 – ovvero al massimo 640 euro. Il vantaggio fiscale spetta anche a chi ha perso il lavoro durante l’anno in corso, e avrà diritto ad un bonus proporzionale al tempo che avrà lavorato, per cui se è stato impiegato per 6 mesi avrà diritto ad una riduzione d’Irpef di 320 euro…

Il problema è che tale bonus potrà essere goduto solo nel 2015, perché chi è disoccupato non ha più un sostituto d’imposta, ovvero un’azienda che trattenga l’Irpef dovuta per versarla poi allo Stato. L’anno prossimo il contribuente presenterà la dichiarazione dei redditi relativa al 2014, e in tale occasione potrà chiedere all’Agenzia delle Entrate il rimborso Irpef… Si trovano in una situazione simile i collaboratori domestici e le badanti. Anche loro hanno diritto al bonus irpef ma, come i disoccupati, dovranno aspoettare la prossima dichiarazione dei redditi per poterne usufruire.

Bisogna considerare infine che chi percepisce il bonus dell’Irpef ma non ne ha diritto, dovrà darne comunicazione al datore di lavoro, che dovrà poi recuperare nei mesi successivi in busta paga quanto ha liquidato per errore. Il caso classico è quello di un dipendente che ha un reddito di lavoro inferiore ai 26.000 euro, ma supera tale soglia con altre entrate – come un canone d’affitto o una rendita catastale di una casa diversa da quella principale.

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