Non lo dice praticamente nessuno, ma se il nuovo governo Letta non si darà immediatemente da fare, dal primo luglio l’aliquota Iva al 21% salirà di un punto percentuale. Non se ne sono dimenticati quelli della Cgia di Mestre, che hanno misurato l’impatto dell’Iva al 22%: nel 2013 provocherebbe un aggravio per i consumatori pari a 2,1 miliardi – cifra che dovrebbe raddoppiare il prossimo anno.

In soldoni, l’aumento di spesa per una famiglia di tre persone sarebbe di 88 euro – mentre il dispendio salirebbe a 103 euro se il nucleo fosse composto da una persona in più. L’aggravio è stato calcolato su base annuale, per il 2013 quindi dovrebbe pesare la metà

Ovviamente, come sottolinea il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi ”Bisogna assolutamente scongiurare questo aumento. Se ciò non avverrà, corriamo il serio pericolo di far crollare definitivamente i consumi che ormai sono ridotti al lumicino. Questa è una crisi economica che va affrontata dalla parte della domanda: solo incentivando i consumi interni possiamo rilanciare la produzione. Altrimenti, siamo destinati ad accentuare la fase recessiva”.

I rincari maggiori sarebbero quelli per il carburante e il meccanico – o il carrozziere. L’aumento di aliquota non riguarderà i beni di prima necessità: per loro si applicano le aliquote ridotte – o non si applicano affatto.

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