La Bce torna in primo piano questa settimana. I tassi saranno lasciati invariati (all’1%), una non-notizia. Come di consueto, di maggiore interesse sarà invece la conferenza stampa che seguirà l’incontro della BCE. E’ l’incipit che apre il comment sull’euro di Audrey Childe-Freeman, Global Head of Currency Strategy di J.P. Morgan Private Bank.

Cosa potrebbe dire Draghi

Considerando le notizie che si sono susseguite a livello domestico e internazionale dall’ultimo incontro – prosegue il commento – ci aspetteremo che Draghi utilizzi un linguaggio neutrale: l’attività economica si è stabilizzata a livelli molto bassi, con il perdurare di significative discrepanze regionali a livello macro economico. Nel mese di marzo la stima del Consumer Price Index dell’eurozona (l’indice che misura l’andamento dei prezzi) è scesa al 2,6% (dal 2,7%) rispetto all’anno scorso, ma rimane al di sopra della soglia del 2% e con i prezzi del petrolio ancora elevati, i rischi di uno scenario inflazionistico sono quindi bilanciati equamente. E’ forse interessante aspettarsi un atteggiamento più moderato da parte della BCE nella seconda metà dell’anno – poiché l’economia rimane al di sotto del trend di crescita. Questo è un elemento fondamentale per giustificare un outlook tendente al ribasso per l’euro nella seconda metà dell’anno, ma non entriamo nell’argomento (quindi il nostro outlook rimane ancora relativamente positivo per l’euro) perché il clima economico potrebbe deteriorarsi e considerando che l’attuale debolezza economica dell’eurozona potrà forse migliorare di poco con l’attuale tasso repo fermo all’1%.