Prende il via alle 17 il vertice dei ministri delle Finanze dell’area Euro. I ministri che si riuniranno a Bruxelles sono chiamati ad approvare il tanto atteso nuovo pacchetto di aiuti alla Grecia, che potrebbe finalmente essersi sbloccato dopo il massiccio ok al concambio dei titoli ellenici da parte degli investitori di settimana scorsa. Quello degli aiuti alla Grecia non sarà però l’unico tema sul tavolo.


A Bruxelles per approvare gli aiuti alla Grecia 

Atene attende un via libera ufficiale agli agognati 130 miliardi di euro di aiuti internazionali dopo che un primo via libera agli aiuti è stato dato venerdi scorso, dopo la notizia che l’adesione volontaria allo scambio dei titoli di Stato ellenici si è collocata ampiamente nel range fissato dal governo ellenico del 75-90%. Per l’adesione volontaria allo swap di titoli greci sotto altre giurisdizioni c’è ancora tempo fino al 23 marzo. Per coloro che non avranno aderito spontaneamente al programma, invece, questo scatterà lo stesso in maniera automatica. Soddisfazione da parte del governo greco, che dice di non temere l’obbligo di rimborso dei Cds stabilito dall’Isda, in presenza dell’accertato “credit event” ellenico. E soddisfazione anche da parte del presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Junker, che ha affermato come in Grecia ci siano ormai tutte le condizioni per l’accesso agli aiuti, che l’Europa erocgherà sotto forma di obbligazioni del fondo salva-stati EFSF.

Sul tavolo il rafforzamento di ESFS e ESM

Proprio quest’ultimo, insieme al meccanismo di stabilità europeo ESM che lo sostituirà durante l’estate, sarà un altro dei punti all’attenzione dell’Eurogruppo di oggi. La discussione verterà sull’entità delle risorse da destinare ai fondi di salvataggio diretti ai Paesi dell’area Euro in difficoltà. Una discussione su cui la Germania ha sempre temporeggiato, contraria com’è all’aumento dei fondi a disposizione per questo scopo. Un rafforzamento del “firewall” europeo oltre gli attuali 500 miliardi di euro tuttavia è visto come segno di buona volontà da parte dei Paesi extra-Ue, che decideranno di intervenire nel sostegno dell’Eurozona attraverso il Fondo Monetario Internazionale, che alla fine di aprile deciderà quali e quanti fondi stanziare a vantaggio del Vecchio continente.