Appena dopo il discorso di Bernake si è tornati ad osservare l’andamento dell’oro con molta attenzione visto che le quotazioni di questo metallo prezioso, considerato anche il bene rifugio per eccellenza, sono tornate alla soglia dei 1700 dollari l’oncia. 

Sui mercati newyorchesi che non vedono l’ora di avere una nuova iniezione di liquidità, le quotazioni dell’oro tornato sulla soglia dei 1700 dollari l’oncia. La scommessa degli investitori è sull’arrivo di una manovra di politica monetaria espansiva, nome in codice Q3.

La speranza che arrivi un po’ di liquidità sui mercati sembra essere meno remota dopo le dichiarazioni del numero uno dell’Ocse, Angel Gurria, che sembra sulla stessa lunghezza d’onda di Bernake.

La crisi del debito, quella che coinvolge in prima linea l’Europa, potrebbe contagiare presto tutti i paesi a livello globale, per questo c’è bisogno di alzare dei muraglioni di difesa e il primo pensiero in questo caso va sempre all’oro.

La quotazione media dei lingotti, negli ultimi 200 giorni era di 1687 dollari l’oncia, dopo le dichiarazioni di Bernake e Gurria l’asticella si è spostata sui 1700 dollari.

Sulle quotazioni ha influito anche il comportamento degli investitori che hanno iniziato a considerare il lingotto come strumento anti inflazione e lo sciopero dei gioiellieri indiani contro la tassa governativa sull’oro.