L’asta Btp conferma il cambio di trend evidenziato ieri dall’asta Btp. Il riaccendersi delle tensioni legate alla crisi del debito sovrano hanno interrotto il percorso di discesa dei rendimenti dei nuovi titoli collocati dal Tesoro italiano. Oggi è stato in turno di Btp a media scadenza per complessivi 4,884 miliardi di euro, nella parte alta del range previsto che era di 3-5 mld.


Rendimento Btp triennali  in salita di oltre l’1% rispetto a marzo

Il Tesoro ha collocato titoli con scadenza marzo 2015 per 2,884 miliardi di euro, poco sotto il range massimo di 3 mld (target minimo era 2 mld) con domanda in lieve calo. Il rendimento medio a cui sono stati allocati è stato del 3,89%, in forte aumento rispetto al 2,76% dell’asta di metà marzo, che rappresentava il tasso più basso dall’ottobre 2010. I rendimenti sono così tornati sui livelli di inizio anno, comunque in linea con i valori espressi dal mercato secondario. La domanda è stata pari a 1,435 volte il quantitativo offerto, in lieve calo rispetto al bid to cover di 1,565 dell’asta di metà marzo quando in asta c’era anche un quantitativo maggiore di titoli triennali (5 mld). Altri 2 miliardi sono arrivati dall’asta di Btp off-the-run con varie scadenze (novembre 2015, febbraio 2020 e agosto 2023).

Spread si mantiene stabile in area 370 punti base

Reazione contenuta del mercato all’asta odierna con il Ftse Mib che si mantiene sui minimi di giornata con una flessione dell’1,78%. Sull’obbligazionario lo spread tra Btp e Bund si mantiene stabile sui livelli della vigilia in area 370’ punti base con il decennale italiano che rende il 5,48%.
Ieri l’asta di Bot a 3 e 12 mesi aveva visto il collocamento di titoli di stato per complessivi per 11 mld (8 mld di titoli a 1 anno e 3 mld di quelli a 3 mesi) con rendimenti raddoppiati rispetto a quelli del mese precedente (da 1,405% a 2,88%). Le prossime aste di questo mese sono in agenda il 24 aprile (CTZ e BTP€i) il 26 aprile (Bot a 6 mesi) e il 27 aprile con Btp a 5 e 10 anni.