La decisione di Moody’s di declassare il merito di credito dell’Italia non ha inciso più di tanto sull’asta odierna di Btp, che ha registrato una buona domanda e soprattutto rendimenti dei Btp triennali in deciso calo rispetto ai massimi 2012 toccati nell’asta di metà giugno.

Assegnati Btp triennali per 3,5 mld al rendimento del 4,65%

Il Tesoro italiano ha collocato oggi Btp a medio-lungo termine per complessivi 5,25 miliardi di euro, al massimo del range previsto. Collocati in particolare titoli triennali per 3,5 miliardi di euro (range previsto era tra un minimo di 2,5 mld e un massimo proprio di 3,5 mld) al rendimento medio del 4,65%, in deciso calo rispetto al 5,3% dell’asta dello scorso 14 giugno, che rappresentava il massimo dal dicembre 2011. La domanda è stata pari a 1,732 volte  il quantitativo offerto, in aumento rispetto al bid to cover di 1,592 dell’asta del mese scorso.
Assegnati anche Btp off-the-run con scadenze più lunghe (2019, 2022, 2023) per 1,75 miliardi di euro, anche in questo caso al massimo del range previsto (1-1,75 mld). Per quanto riguarda quelli con scadenza settembre 2019, l’ammontare collocato risulta di 766 mln con rendimento del 5,58%. Complessivi 600 mln per quelli con scadenza marzo 2022 al rendimento medio del 5,82% e 384 mln per i Btp con scadenza agosto 2023 al rendimento del 5,89%. La domanda è stata pari a 1,6 volte il quantitativo offerto per i Btp 2019, 1,7 volte per i Btp 2022 e 2,3 volte infine per quelli con scadenza 2023.
Ieri l’asta dei Bot annuali aveva evidenziato un netto calo dei rendimenti rispetto a un mese fa (da 3,972 a 2,697%).