Esito positivo dell’asta odierna di Btp. Il Tesoro ha collocato Btp triennali (scadenza luglio 2015) per 3,5 miliardi di euro, al massimo del range previsto che era tra un minimo di 2,5 mld e un massimo proprio di 3,5 mld. Il rendimento medio è stato del 2,64% rispetto al 2,86% dell’asta di titoli di stato di analoga durata tenuta lo scorso 11 ottobre. Si tratta del rendimento di assegnazione minimo dall’ottobre 2010. Livelli decisamente contenuti se si considera che nel novembre 2011 il rendimento del triennale sul mercato secondario si era portato oltre il 7,5% (il 12 novembre scorso si arrivò alla caduta del governo Berlusconi con l’insediamento dell’esecutivo tecnico guidato da Mario Monti il 16 novembre).
La domanda per i Btp triennali è stata pari a 1,5  volte il quantitativo offerto, in lieve diminuzione rispetto al bid to cover di 1,67 dell’asta di ottobre.  Collocati anche Btp non più in corso di emissione. Rispettivamente Btp 2023 per 816 mln di euro al rendimento del 4,81% e bid-to-cover di 1,51 e Btp 2029 per 683 mln di euro al rendimento del 5,33%. Complessivamente quindi il tesoro ha collocati Btp per 4,99 miliardi di euro, a un soffio del top della forchetta prevista che era tra 3,5 e 5 mld.

“Il calo del rendimento al livello più basso del 2010 è un ottimo segnale – commenta Filippo A. Diodovich, market strategist di IG – che conferma il miglioramento della capacità dello stato italiano di finanziari sui mercati obbligazionari. Ora servirà collocare titoli con scadenza sempre più a lungo termine”.

Le prossime aste sono in agenda a fine mese con il consueto trittico di emissioni: dal 27 al 29 si susseguiranno l’asta di CTZ e BTP€i, quella di Bot semestrali e infine l’asta di Btp a medio-lungo termine.