Secondo un rapporto dell’Osservatorio Inps sul lavoro precario, nel corso del 2016 si è verificato un crollo nelle assunzioni a tempo indeterminato di almeno il 37,6 per cento rispetto all’anno precedente. In numeri, si tratta di 736 mila contratti a tempo indeterminato in meno rispetto al 2015. Un crollo, che come è stato ribadito già in altre occasioni, è senz’altro dovuto al fatto che nel 2016 i datori di lavoro non hanno beneficiato degli sgravi fiscali di cui avevano invece potuto usufruire nel 2015.

E così, le assunzioni a tempo indeterminato sono passare dagli oltre due milioni del 2015 al milione e 264 mila del 2016. E se per il Movimento Cinque Stelle, attraverso le dichiarazioni di Luigi Di Maio, tale situazione è colpa di un Jobs Act che non è mai piaciuto, per la vicepresidente del Partito Democratico, Titti Di Salvo, avere un milione di posti di lavoro in più in due anni non sarebbe un dato da sottovalutare affatto, soprattutto perché dimostrerebbe che l’Italia è in netta ripresa.

Tenendo in considerazione anche le trasformazioni a tempo indeterminato e le assunzioni stagionali, nel corso del 2016 sarebbero stati assunti complessivamente circa cinque milioni e 804 mila lavoratori, con un calo del 7,4 per cento rispetto al medesimo periodo gennaio-dicembre 2015 (ossia 464 mila assunzioni in meno).

Per quanto riguarda infine i contratti a tempo determinato, questi ultimi vanno invece controtendenza e fanno risultare un più 8 per cento rispetto all’anno precedente. In totale sono stati infatti assunti tre milioni e 737 mila lavoratori. Aumentano anche le assunzioni con contratto di apprendistato (più 31 per cento rispetto al 2015).