Se esistesse un’apposita voce nel libro dei Guinness dei Primati saremmo probabilmente di fronte ad un nuovo record mondiale.
81 dipendenti assenti (ingiustificati) su 96 (ossia una percentuale superiore all’84% del totale) rappresentano senza dubbio un livello difficilmente eguagliabile.

Ma veniamo ai fatti.
Secondo quanto riportato dal sito ufficiale della Guardia di Finanza, l’assenteismo all’Istituto Autonomo Case Popolari di Messina è un’abitudine consolidata. Ben 81 dipendenti dell’ente “erano soliti allontanarsi arbitrariamente dal loro posto di lavoro”. E’ questo quanto riportato dai finanzieri che hanno accertato responsabilità per truffa ai danni dello Stato nei confronti di buona parte del personale in servizio presso l’IACP.

Nell’ordinanza sono stati emessi quattro ordini di custodia cautelare, con relativi arresti domiciliari, mentre per 54 dipendenti sono stati disposti provvedimenti di obbligo di firma. Da quanto si è appreso i dipendenti dell’IACP, a piccoli gruppi, si mettevano d’accordo tra loro perché uno timbrasse i badge magnetici di tutti, consentendo agli altri di arrivare in ritardo o andarsene in anticipo, magari per permettere al dipendente di dedicarsi alle faccende personali. In alcune occasioni la pausa pranzo, che risultava ufficialmente pari a 30 minuti, si prolungava per oltre due ore. In alcuni casi i dipendenti, stanchi per la dura giornata di lavoro, decidevano addirittura di non tornare affatto in ufficio.

L’assenteismo sul posto di lavoro, soprattutto nel caso dei dipendenti pubblici, rimane una piaga diffusa su tutto il territorio italiano e difficile da estirpare. Insieme ad altri odiose pratiche, come i casi di falsi invalidi e di false indennità, comportano un danno all’erario pubblico estremamente rilevante e che va a pesare, alla fine dei conti, sulle tasche di tutti i contribuenti.