È partita la fase sperimentale dell’assegno di ricollocazione, uno strumento introdotto con il Jobs Act che dovrebbe essere di sostegno economico per coloro che sono disoccupati e alla ricerca di un nuovo posto di lavoro. Il Primo Ministro Paolo Gentiloni ha infatti annunciato che sono state inviate le prime trentamila lettere ad altrettante persone che potranno beneficiare dell’assegno di ricollocazione in quanto in possesso dei presupposti per ottenerlo. Tale strumento non si sostituisce al reddito ma rappresenta un incentivo per il futuro, come ha sottolineato il Premier.

Assegno di ricollocazione: chi ne ha diritto

Per avere diritto all’assegno di ricollocazione occorre essere beneficiari del Naspi (Nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego) da almeno quattro mesi. Chi lo è, può usufruire di un bonus di importo massimo di cinquemila euro, da utilizzare per l’assistenza intensiva alla ricollocazione in un centro per l’impiego oppure presso un’agenzia per il lavoro accreditata.

Lo scopo dell’assegno di ricollocazione

Questo istituto di tipo sperimentale è stato ovviamente pensato per supportare il lavoratore involontariamente disoccupato e che tenta di inserirsi di nuovo nel mondo del lavoro. Un modo per non abbandonare il lavoratore, secondo il Premier Gentiloni, in un Paese come l’Italia che non ha ancora sviluppato a sufficienza politiche ad hoc per supportarlo. Insomma, un primo passo concreto per sostenere un mondo, come quello del lavoro, messo davvero a dura prova da crisi e meccanismi di sistema inadeguati.