L’APe social è una delle tre varianti dell’anticipo pensionistico introdotto con la Legge di Stabilità 2017, insieme ad APe volontaria ed APe aziendale. Si tratta di una accesso alla pensione anticipata in maniera agevolata per alcune specifiche categorie di lavoratori tutelati per i quali lo Stato si fa carico di tutti in costi relativi all’anticipo pensionistico.

Diversamente da quanto avviene con l’APe volontaria e l’APe aziendale che prevedono la restituzione di quanto anticipato in rate ventennali prelevate direttamente dall’assegno della pensione vera e propria, una volta raggiunta, con l’APe social il lavoratore non dovrà restituire nulla.

Questo però fino ad un tetto massimo di 1.500 euro lordi al mese (circa 1.300 euro netti). Tale è l’importo garantito dallo Stato a disoccupati per licenziamento o dimissioni per giusta causa, caregiver familiari, inabili almeno al 74% e addetti a lavori usuranti o mansioni gravose. Il tetto minimo per ottenere l’APe è invece una pensione maturata non inferiore a 1,4 volte il minimo INPS (702 euro al mese).

Il lavoratore può scegliere quanto anticipare di APe, nel caso in cui il proprio assegno pensionistico superi i 1.500 euro lordi. Fino a tale tetto la pensione futura sarà senza penalizzazioni, la parte eccedente invece dovrà essere restituita e verrà trattenuta sulla pensione finale in rate ventennali, applicando la stessa penalizzazione prevista per le altre forme di APe.