E’ un mantra di Matteo Renzi quello dei famigerati 80 euro in più per i redditi inferiori ai 1.500 euro netti mensili, la cosiddetta “quattordicesima su base annua“. Il premier però dimentica di dire che il Consiglio dei ministri intende presentare al Parlamento una profonda riforma in materia di ammortizzatori sociali. Uno dei dettagli più succosi in tema è contenuto nella scheda di sintesi della legge delega sul Jobs Act che in tema di “Delega in materia di conciliazione dei tempi di lavoro con le esigenze genitoriali“, afferma esplicitamente che la legge intende “abolire la detrazione per il coniuge a carico ed introdurre il tax credit, quale incentivo al lavoro femminile, per le donne lavoratrici, anche autonome, con figli minori e che si trovino al di sotto di una determinata soglia di reddito familiare“.


L’intenzione dell’esecutivo è positiva – ovvero scoraggiare la permanenza a casa delle donne e favorire la loro assunzione -, ma l’abolizione della detrazione – e non degli assegni familiari come l’hashtag lanciato dal M5S – rischia di diventare un boomerang per tante famiglie monoreddito. Come spiega Enzo De Fusco, coordinatore scientifico della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, “Abolire questo bonus che abbraccia una platea amplissima per incentivare pochi non è la soluzione per evitare che le donne siano costrette a scegliere fra avere dei figli oppure lavorare. Inoltre, non si deve sottovalutare che in questi mesi di crisi nera è aumentato anche il numero degli uomini che sono rientrati nella categoria ‘coniuge a carico’, perché hanno perso il lavoro” (foto by Infophoto).

In una situazione come quella attuale, si dovrebbe incentivare l’occupazione femminile in altro modo. Se non si vogliono fare altri assist involontari al Movimento cinque stelle