Le aspettative che le maggiori banche centrali internazionali possano ben presto rendere le proprie politiche monetarie più espansive hanno sostenuto oggi i mercati azionari asiatici, che hanno chiuso con dei buoni progressi. Ad esempio, il Nikkei è salito dello 0,7%, l’Hang Seng di Hong Kong dell’1,4% e il Kospi coreano dello 0,9%. Alla tendenza positiva si è sottratta la borsa australiana, arretrata dello 0,2% dopo che la Banca Centrale ha deciso di lasciare i tassi invariati al 3,5%.

In rialzo le società esportatrici

I segnali di debolezza arrivati ieri dal settore manifatturiero sia in USA sia in area Euro potrebbero spingere le banche centrali a rendere le proprie politiche monetarie più espansive. Già al termine della riunione di giovedì la BCE è attesa tagliare i tassi di 25 punti base allo 0,75%. Anche la Banca Centrale del Regno Unito dovrebbe aumentare il proprio programma di acquisto di titoli sul mercato. Queste mosse dovrebbero rendere le prospettive della crescita economica mondiale migliori, favorendo le società esportatrici. Ad esempio, a Tokyo, Canon è avanzata dell’1,3 % grazie alla elevata esposizione in Europa, dove realizza il 31% del fatturato.

In rialzo si sono mosse anche le società finanziarie, con Mitsubishi UFJ Financial group a +3,2%. Le società minerarie, in particolare quelle australiane, hanno beneficiato solo in parte delle migliorate prospettive dell’economia mondiale: BHP Billiton è salita dello 0,2%. Sui titoli australiani ha pesato la decisione della banca centrale di lasciare i tassi invariati.