I principali mercati azionari asiatici hanno vissuto oggi una seduta positiva grazie alla conferma che il piano di ristrutturazione del debito greco è andato a buon fine, con l’adesione al piano da parte degli investitori privati che ha raggiunto il 95%, ed al calo dell’inflazione cinese al 3,2%. Il Nikkei è salito dell’1,65% grazie al buon andamento delle società esportatrici, superando momentaneamente quota 10 mila punti per la prima volta da sette mesi, mentre il Kospi coreano, l’Hang Seng di Hong Kong e lo S&P/Asx 200 australiano sono avanzati intorno all’1%.

In Cina possibili politiche espansive

I mercati hanno accolto con sollievo il ribasso dell’inflazione cinese al minimo degli ultimi venti mesi perché questo apre le porte ad un incremento della politica monetaria espansiva dalla parte della Banca Centrale nei prossimi mesi.

La necessità di dare uno stimolo alla crescita economica è stata evidenziata oggi dall’andamento inferiore alle attese in febbraio sia della produzione industriale, salita dell’11,4%, e delle vendite al dettaglio, a +14,7%, valori che hanno portato gli economisti a stimare un rallentamento della crescita economica all’8% già nel primo trimestre di quest’anno. I timori sulla crescita si sono fatti sentire sul listino di Shanghai che ha chiuso con un progresso limitato allo 0,6%.