Le incertezze sullo scenario economico, in particolare in Cina, e la debole chiusura di ieri di Wall Street hanno pesato oggi sulle piazze azionarie asiatiche, che hanno archiviato una seduta all’insegna della debolezza. Il Nikkei, dopo la chiusura per festività di ieri, è arretrato dello 0,5%, con lo Yen che non riesce più a favorire le società esportatrici avendo trovato una stabilità contro il Dollaro statunitense. Tra gli altri indici, il Kospi è arretrato dello 0,7% e lo S&P/Asx 200 dello 0,5%, mentre la borsa di Shanghai ha sovraperformato chiudendo praticamente invariata.

In calo le commodities

Il settore che più ha risentito dei timori su un rallentamento dell’economia mondiale è stato quello delle risorse di base. BHP Billiton ha detto ieri di vedere un appiattimento della domanda di acciaio da parte della Cina, influenzando negativamente l’intero settore. In ribasso si sono mosse anche le società energetiche, sulla scia del calo del prezzo del petrolio.

I timori per un rallentamento dell’economia cinese hanno pesato sulle società immobiliari quotate a Hong Kong, che hanno continuato nel loro trend al ribasso. Ad esempio Sun Hung Kai Properties è arretrata dell’1,86%, secondo ribasso consecutivo dopo l’annuncio di ieri che un manager è stato arrestato per corruzione. In ribasso si sono mosse anche le società automobilistiche dopo che un membro dell’associazione dei produttori di auto cinesi ha detto che l’obiettivo di una crescita delle vendite di auto dell’8% nel 2012 sarà molto probabilmente mancato.